Filosofia che vive

INCONTRIAMOCI AD AMARE

Platone, filosofo greco vissuto nella seconda metà del V secolo a.C., scrisse un dialogo, Il Simposio, dedicato al tema dell’Amore. In questo scritto ognuno dei vari protagonisti presenta la propria visione dell’amore, raccontando miti o cercando di spiegare a parole questo misterioso sentimento. Uno di questi, Aristofane inizia narrando il mito degli androgini.

Secondo la mitologia greca gli androgini sarebbero essere primitivi composti di uomo e donna , divisi poi dagli dei per punizione, in due metà, una femminile e una maschile, in perenne ricerca l’una dell’altra. La loro forma originaria era “un tutto pieno: la schiena e i fianchi a cerchio, quattro braccia e quattro gambe, due volti del tutto uguali sul collo cilindrico, e una sola testa sui due volti…e così quattro orecchie, due sessi e tutto il resto analogamente” (Simposio, 189e-190a). Dotati di una forza straordinaria avrebbero tentato la scalata dell’Olimpo, sfidando la grandezza di Zeus che per punirli della loro presunzione e arroganza li avrebbe poi separati in due.

Stando a questo mito, ognuno di noi è perciò una metà di quell’essere originario sempre in cerca della propria altra metà, nella cui sola unione si placherà la sua ansia e si compirà la sua completezza.
Il desiderio d’amore è dunque la tensione a un’esperienza di totalità, che però parte da un’insufficienza, da una mancanza originaria. L’amore è energia ed entusiasmo per la vita.

Nel racconto che segue, Socrate introduce dunque la figura di Eros, il demone posto a metà strada tra l’uomo e la divinità, come colui che desidera ciò che non ha ma di cui ha bisogno. Eros è infatti figlio di Povertà e di Acquisto, non ha la bellezza, né la sapienza, ma la desidera e per questo la ricerca.

Passando dalla Grecia all’Italia, ho poi trovato curioso come un’etimologia incerta e dubbia faccia risalire la parola italiana “amore” al latino “a-mors”, senza morte. Ma se si guarda al pensiero cristiano, questa analogia non appare più così inappropriata: Gesù è l’Amore che vince la Morte. Molte volte poi si dice che l’amore è eterno e immortale, che gli innamorati resteranno sempre uniti, che anche con la morte il loro amore non finirà.

Come però scoprire l’amore?
L’amore è un emozione che non sempre si comprende subito, perché come tutte le cose nuove all’inizio spaventa e fa andare un po’ in confusione. Ma una volta fatta un po’ di chiarezza dentro di sé, e coltivata questa emozione, l’amore si trasforma nel frutto del sentimento, qualcosa di più consapevole e definito.
Ciò che conta in un rapporto d’amore è la reciprocità del rispetto dovuto all’altro e richiesto verso noi stessi. Solo nel rispetto reciproco può nascere poi la sincerità di una confidenza intima, e il desiderio vero e passionale di un bacio. Come ogni relazione, questa non si mantiene in piedi da sola, ma richiede tempo da dedicare all’altro, impegno e costanza.
L’amore nasce così dall’incontro tra due persone che decidono di provare a darsi l’uno all’altra, e sanno di poter sempre fare affidamento sulla persona che è loro accanto.

Amare significa anche stare vicino all’altro anche nei momenti difficili e bui: l’amore non è solo gioia, a volte è tristezza, delusione, litigio, gelosia, rabbia.
È forse il sentimento per eccellenza, l’essere che ci definisce.
Nek nella sua ultima canzone, Fatti avanti amore, più o meno consapevolmente, canta una definizione filosofica di essere umano. Nelle ritornello “siamo fatti per amare”, sembra affermare che ciò che determina l’uomo e lo distingue dagli animali è proprio la sua capacità di amare e di provare veri sentimenti.

Se qualcuno avesse poi visto il film Moulin Rouge, non potrebbe dimenticare la celebre frase in conclusione dell’opera che sigilla un’amore infinito: “La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare”.
In queste parole si cela una gran verità: è difficile imparare ad amare se si crede di non essere degni di ricevere amore. Chi crede di non meritare l’attenzione e la cura da parte dell’altro difficilmente riuscirà a sua volta a prendersi cura delle persone che gli sono accanto.
Proprio perché l’amore è una relazione che chiama in gioco due persone, se non c’è in entrambe la capacità di amare e di lasciarsi amare, questo rapporto biunivoco non potrà reggersi a lungo.
L’amore chiede un equilibrio tra anime e sensibilità diverse che cercano di trovare il loro reciproco completamento nell’altro. Ma questo legame non deve diventare dipendenza dall’altro né essere sbilanciato.

Il segreto dell’amore è il riconoscimento e l’accettazione dell’altro nella sua diversità, con i suoi difetti e i suoi pregi, con le sue lune storte e i suoi giorni d’euforia, con le sue mancanze e le sue presenze. L’amore è l’esperienza della diversità, ed esiste proprio perché c’è attrazione per chi è diverso da noi e che in questo suo essere diverso diventa uno specchio per noi stessi per aiutarci a conoscerci meglio.

Non abbiate paura di amare, perché l’amore è il motore della vita, è ciò che fa nascere ed è ciò che accompagna fino alla fine, è giorno e notte, è luce e ombra, è il tutto armonico che muove l’universo.

Eleonora Filippi ©

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